PER LE PAGINE, CLICCA QUI SOTTO!

sabato 13 aprile 2013

UN ALTRO GIORNO DI AMORE IN PIU' # 4Daniele Raineri I RACCONTI

"C'è che mi sono innamorato di te. Spero che crepo."
Parole perse nel vuoto, parole troppo banali da confessare ad una donna.
Lei era Angèlique Roux, una nota fotografa del quartiere di Parigi, io uno squattrinato cane, con uno studio davanti al suo, io facevo i libri, gli scrivevo; lei ci faceva le foto là davanti, fino a poco tempo fa, qualche suo scatto ci finiva anche dentro ai miei libri. E i miei libri acquisivano un aspetto più bello.
Io ogni tanto le dicevo di stare attenta a cogliere la trama coi miei racconti, lei invece faceva di testa sua, metteva foto a modo suo, là m' incazzavo. Eppure ogni volta che ci metteva qualcosa a modo suo,
i miei racconti acquistavano un senso migliore. Poi era bella.
Angèlique, l' ho conosciuta quando ho aperto lo studio davanti a lei in quel vialetto fiorito di Parigi, inizialmente ci si scannava, accaparrarsi i clienti ogni giorno era sempre una sfida, infondo avevamo ognuno, lo studio difronte all' altro.
Poi pian piano con il tempo, ci siamo iniziati a frequentare, a me piacevano le sue foto, a lei i miei racconti,
e quand'è così, alla fine si finisce con l' amarsi.
Fidanzati, così eravamo finiti.
Angèlique è bella, un gran bel pezzo di carne, puoi parlargli quanto vuoi, e qualsiasi cosa tu dica, anche la più banale stronzata, lei è sempre pronta a sorriderti; è questo il bello di lei, c' ha il sole negli occhi quella santa donna. Formosa, d' altezza media, c' ha i capelli fra il castano e il biondo, e i suoi occhi cambiano colore a seconda del tempo. Puntano fra il castano e il verde, un taglio delicato. Un suo sguardo e ci resti secco a vita. Il colorito della sua pelle è di un delicato color roseo chiaro, son presenti delle lievi lentiggini tutto intorno al suo naso, e quand'è il freddo, le sue guance tendono ad arrossirsi. Lei dice di non reputarsi bella, le foto preferisce farle agli altri, io l' amo alla follia. Manco madre natura c'è ch'e' più bella di lei.
"Di questa, sta volta m' innamoro" così pensai, così fu.
Tra noi le cose andavano bene, ogni giorno ci osservavamo, io dal mio studio guardavo lei che fotografava cesti di frutta secca, ci faceva le nature morte diceva, lei dal suo studio lanciava occhiate mentre scrivevo.
A volte passavamo le ore solo a guardarci negli occhi, lei appoggiava il capo sulle mie gambe coricandosi, e io me la scrutavo dall' alto, poi le accarezzavo costantemente il viso, con le sue labbra ci giocavo, meravigliose quelle labbra. Potevo restare a fissarla ore ed ore, mai mi stancavo.
Angèlique Roux, è gran parte d' ispirazione per i miei racconti, spesso nelle mie parole, ci trovi i suoi occhi,
la sua lingua, il suo naso, le mani soprattutto. Ci ha delle mani meravigliose Angèlique, pelle liscia e unghia sempre curate, mani degne d' una nobil donna. Poche volte ci mette uno smalto, preferisce la semplicità Angèlique.
Tutto pareva andare bene con lei, ogni giorno era un incontro,ogni giorno una nuova poesia, alla fine eravamo vicini di studio, e di cuore.
In ogni momento grazie alle grandi vetrate ci si osservava, ci si scambiava anche gesti senza sentir le proprie voci. Che poi l' amor di quale voce ha bisogno, possiamo amarci anche senza emettere alcun suono,
basta far parlare i nostri cuori.
Poi purtroppo, le cose belle che siano, tendono sempre a finire nella merda.
Era il dieci maggio, ricordo benissimo, fu quello il momento della disfatta totale, io mandai a quel paese lei,
lei mandò a quel paese me. Tutto era capitato per la scarsa fiducia che c'era capitata ultimamente, era un brutto periodo, io vendevo poco,  non avevo ispirazione alle mie scritture, lei pochi clienti. Pochissimi.
Ultimamente si sentiva una fallita lei, diceva d' aver problemi in famiglia anche, tutto pareva le andasse male,
io provavo a starle dietro ma spesso ignorava anche quello che poteva essere un consiglio a volte, o probabilmente io non la capivo.
Ci stavamo sputtanando a vicenda, da quel giorno non si fece altro che litigare. Angèlique pareva essere entrata nel suo mondo, aver mandato a quel paese tutti e aver lasciato fuori dalla porta anche me.
"Riaprimi il tuo cuore Dio cane" questo pensavo. Macchè.
L' orgoglio ci distrusse, pensai a fare il forte. Fece la forte anche lei. Non ci vedemmo più.
Circa due anni eravamo stati insieme, ci eravamo amati ogni giorno, io avevo visto tutto di lei,e lei aveva visto tutto di me, non credo ci fosse persona al mondo, che mi conoscesse quanto lei. Un senso non c'era se non c'era lei, tutto all' apparenza era banale, se apparenza non era lei.
Passerà, sono le classiche cose in cui un uomo incappa nella vita.
Di donne ne passano tante, e il mare è pieno di pesci pensai.
La convinzione alla fine era basata sul semplice fatto che comunque andasse, il giorno dopo e per ogni giorno della mia vita io me la sarei ritrovata davanti agli occhi, si lavorava difronte.
Ma Angèlique del suo studio non ne volle sapere più nulla, per due settimane, era svanita. Non riaprì.
"Una cosa capisci di perderla, quando sai che non c'è più e non la puoi più vedere ne sentire"
Infondo io l' amavo. Da allora iniziai a ritrarre drammi sulle pareti del mio corpo.  
Uno sta sempre con la convinzione che prima o poi tutto si risolve, allora ti fai un bicchiere un po di vino, e tutto passa.
"Un dramma capisci ch'è una dramma, quando sai che non hai soluzioni per risolverlo."
Tutta la vita pareva si fosse fottuta all' istante, cammini per la strada e campi con la convinzione che guardando un paio d' occhi altrui prima o poi t' innamori ancora, e poi invece tutto prende la strada sbagliata.
Non t' innamori manco per un cazzo, e se senti altre giovin donne, ti sembrano tutte vacche inesistenti. Che parlano a vanvera e ci vedi solo un senso di nausea profondo.
" Esci che ti ripigli" " No macchè, non c'ho voglia di sentir masse di gente che parlano a cazzo, che si vantano della propria vita" prendi Jean e Charlotte, sono due miei amici,
loro non fanno altro che scoparsi a vicenda, giorno e notte,
sulla banca, sul frigo, se gli inviti a casa son capaci pure di smontarti la lavatrice, il martello pneumatico si fa chiamare Jean.
La cosa divertente, è che i due si scopano, convivono, e se la fanno anche in gruppo, orgie sopra orgie,
cosa c'avranno di normale sti qua', so' solo che i due dicono d' amarsi, è forse questo il segreto del loro amore? be perché magari la gente reputa la fiducia solo lo stare attenti a non scoparsi altri mentre ci si ama,
io invece ho sempre pensato che la fiducia significhi rispetto, e se un faccia da culo avesse messo le mani addosso o anche uno sguardo sulla mia Angèlique, lo avrei sistemato per le feste.
Non c'ho voglia quindi ne di uscire, ne di vedere le facce delle altre donne, sai che me ne può fottere a me delle facce delle altre donne, io amo la mia di donna, anche s'è sparita. Magari torna.
Per la maggior parte, uno si ritrova un paio di enormi tette di fronte e pensa che la vita possa cambiare.
No vaffanculo io voglio le tette della mia donna, e quelle tette so che dovranno essere mie fino alla fine dei tempi.
L' amore non sta solo nelle tette, anche se le tette sono importanti in una donna, anche il culo non guasta.
Di Angèlique oltre le tette e il culo, credo sia stato il cuore, la sua mentalità a farmi innamorare, perché di tette  e culi c'è ne sono a pozzi in giro. Ma bisogna scovare quelli con un senso.
Angèlique è colta, legge molti libri, ogni tanto la osservo mentre sta in poltrona, con un libro, lei preferisce gli autori romantici, ( Shakespeare, Keats, de Saint Exupèry etc) quando legge si emoziona, ogni tanto indossa anche gli occhiali, di solito se ne vergogna, di solito più a casa quand'è sola e nessuno la vede,
io la trovo bellissima con gli occhiali.
Quando legge china il capo, e gli occhiali le scendono giù per il naso, lei li rialza e quando china il capo ancora, cadono nuovamente e li rialza, poi alla sua sinistra ha una lunga ciocca di capelli, che continuamente porta indietro con la mano, spostandoli  dietro all' orecchio. Meravigliosa è quando legge, non c' è donna più bella al mondo.
In tutti i miei racconti lei compare, c'è sempre.
Un racconto è come parte della tua anima, ma funziona solo se i tuoi pensieri sono pura parte del tuo cuore e cervello, se no è carta straccia da cestinare.
C'è tutto di lei nei miei racconti. La sua anima è la'.
Sono ormai quattro settimane che non sento Angèlique, dov'è il suo pensiero, con chi sarà, provare a scriverle è stato inutile, non c'è stata risposta. Le mie storie non hanno più un senso.
Una mattina, aperto da poco lo studio, mentre ero al lavoro, un abbaglio, e lei, è li fuori dalla mia vetrina che mi guarda, non sorride, ma mi fissa, poi abbassa gli occhi, e la penna mi cade per terra.
La colgo, poi non esito un attimo, corro verso la porta, e penso " il mio cuore è tornato per rientrare nel mio corpo"
uscito fuori c'è vento, l' aria è fredda, non ci penso, l' abbraccio, si l' abbraccio.
La stringo forte a me, ma lei non smuove un dito, è immobile, la sua freddezza incessante.
Sento il gelo dentro di lei, allora è li che decido di placare l' unione dei nostri corpi.
" Non c'è più niente" mi dice. "C'è che il nostro amore è stato grande, c'è che avrò un gran bel ricordo di noi, ma non c'è più niente."
" Come te non ho amato mai" Le dico, le porgo una mano sul viso, una carezza, porto i suoi capelli dietro il suo orecchio, ma la sua faccia è chinata al basso, come lo sguardo, in volto Angèlique non mi guarda.
Ha cambiato scarpe, veste e parla in un modo strano, Angèlique non è più la stessa d'un tempo.
" Questo amore m' ammaza." Potrei morire all' istante, lei è fredda.
E' venuta per dirmi che ha trovato uno studio dall' altro lato della città, ch' era meglio così. Che non ci si vedesse più. L' amor non c' era più.
Il respiro si faceva pesante, il cuore iniziò a battere velocemente, i miei sogni piano piano li vedevo sputtanarsi.
Lei se ne andò, prima di andarsene gridai, fortemente gridai:
" Fatti amare dal prossimo stronzo che trovi, fatti amare." Perché probabilmente quando ami davvero hai un grave problema, ami davvero; e quindi ti fotti il cervello, inizi a complessare la tua mente e la tua anima, ed ogni pensiero, suono od odore ti ricorda dell' amore.
Lei se n' era andata, l' avevo vista voltarsi, " Ciao" m' ha detto, e tutto ciò che ho fatto è stare li fermo immobile a piangere, nè l' ho rincorsa, nè l' ho fermata,
" Che ti rincorri a fare coglione, ormai se n'è andata" m'ha detto un nonnino su una bicicletta più vecchia di lui.
A quel punto, ho capito che il mio idolo, la donna dei miei sogni, era davvero importante per me. E se n' era andata via per sempre.
Poi capisci, che quando una cosa sai di non poterla più avere, sei fottuto.
Fottuto ero io. Un fottutissimo scrittore senza amore ne donna, ne ispirazione.
Da quel giorno, ogni pensiero era rivolto a lei, ogni ricordo, ogni attimo era una sua visione.
Mi faccio di birra, ma la birra non c'è, mi faccio di racconti allora, ci inizio a scrivere sopra, inizio a scrivere di quell' amore, e l' unica speranza è che lei ne colga i frutti, se ne accorga di quei segni a lei dedicati, dedicarli alla gente i miei racconti non mi interessava più.
e forse un giorno leggerà quei racconti, capirà che anche sei in silenzio, io ci sarò pronto ad amarla,
perché Angèlique è felicità, è amore, Angèlique è vita.
In realtà, credo poco, che essa abbia mai letto qualcosa, ormai s' era fatta la sua vita, c' aveva la sua nuova compagnia, usciva con una nuova banda di cani buttati per strada sempre pronti a sputtanarsi fra loro, gente grezza quella, che si fa d'erba ed è contenta. Fatevi una vita, chi cerca la felicità con della droga, non è altro che qualcuno che ha perso la sua partita in partenza, io mi drogo della mia arte, e sono apposto.Non c'ho un cazzo da pagare, e a volte i soldi pure li faccio.
In verità non so cosa sia passato per la testa ad Angèlique, so solo che da più di tre mesi è svanita, però l' amore per lei è ancora vivo, la paura è che non svanirà mai, è un carcere a vita dove ti legano al muro e tu là ci rimani a soffrire finchè l' amor non svanisce completamente sotto cura del tempo.
Cazzate, tutte cazzate, bene o male con la mia arte, ogni tanto riuscivo ad evadere dalla realtà.
" Devo farmene una ragione" e intanto la notte parlavo là con Dio appeso al puro, chiedendoli di farla ritornare, ma pensa tu, che quello con tutti i cazzi suoi che c' avrà per la testa, proprio a me andava a dar retta.
E invece quello lassù sembra che m' abbia ascoltato.
Cinque mesi dopo, telefonicamente rientro in contatto con Angèlique, ci si ritrova su un viale, ci fermiamo davanti ad una panchina. Ci sediamo vicini.
Ci si guarda negli occhi, eh, bella è bella, c' ha i capelli un po più lunghi, mi sorride e io le sorrido, schiavo sono, di quegli occhi, anche se davanti ad essa sono la convinzione d' esser un uomo superato ormai alle crisi d' amor.
C'è voglia di baciarla, e di usare l' olfatto per sentirne il profumo sul suo collo, meraviglioso.
Mi parla, dice che non m' ha mai dimenticato, che la sua vita a preso una strada diversa, dice che adesso c'è un nuovo tipo che le sta vicino. "Oh cazzo."
Di primo acchito le avrei detto, allora salutamelo lo stronzone, le avrei anche detto che lo stronzone non sarebbe mai stato come me, che io avrei avuto la fama, che io l' avrei amata davvero, le avrei dato tutto, lo stronzone no. morivo dentro, morivo.
Ma in verità le dissi " Sono felice che tu sia felice, spero ti ami davvero"
Lei in realtà disse che i due non si frequentavano, ma che essi era per lei una persona importante nel suo cuore.
Maledizione se mi stavo fottendo nel cervello, ma porcaputtana e se questo è l' amore allora perché è tutto così tragico.
Lo stronzone probabilmente non le aveva messo ancora le mani addosso, di questo ero contento, però cosa potevo fare, tutto il mito che avevo creato su di lei, la musa che avevo modellato con le mie parole sembrava svanita in tredici secondi da quel suo primo sguardo, e tutte le convinzioni sembravano essere marcite nella più profonda merda possibile.
" Maledizione quanto ti amo tragica fanciulla" mi dissi nella testa,
" Ti ho dato tutto di me" "c' hai il mio cuore, le mie parole," ero gioco di lei.
Lei ha detto che non mi ha dimenticato, o per lo meno probabilmente m' ama, ma c' ha un altro importante.
"L' hai baciato" " No" " Quanti anni c'ha" " Quanto te più o meno"
Sinceramente, tutta la vita a questo punto ti va a puttane, perché come puoi credere d' amare una musa, se quest' altra c' ha una nuova persona importante nel suo cuore, e allora è li che ti senti un fallito perché non hai soddisfatto la donna che ami, perché s'è cercata un altro per essere felice, tu sei merda solo merda. Merda da spalmare, su una fetta merdosa di pane di merda.
Ma lei era rimasta pura, dalle sue parole i due si parlavano e basta, l' affetto fra di loro era una cosa grezza, sicuramente in futuro sarebbe nato qualcosa, questo lo sapevo.
Non c' era più niente da fare a questo punto, alzarmi ed andarmene sarebbe stata la cosa più coerente da fare, l' amore è andato via.
Continuamente lei mi ripeteva, che voleva solo stare sola, aveva paura d' amar dopo di me, era convinta che l' amore avesse potuto ucciderla nuovamente. Ma infondo lei non aveva mai smesso d' amarmi, come io non avevo smesso d' amare lei, mai.
Probabilmente a questo punto avrei voluto mettere il merdoso orgoglio da parte, stringerla, prenderla con una mano da dietro i capelli e darle il bacio più vero e passionale di sempre, dirle che avremmo potuto superare assieme le nostre paure, i problemi, che l' avrei sempre amata e che lo stronzone ci pensavo io a sistemarlo,
ma è proprio perché l' amavo che non le ho detto nulla, l' ho guardata le ho sorriso, cinque secondi fissandola negli occhi e mi sono alzato da quella fredda panchina.
Ho iniziato ad incamminarmi di spalle a lei, lei mi ha gridato " Io sono ancora innamorata di te! non ti voglio dimenticare!"
Ma non avrei mai potuto accettare una cosa del genere, perché per quanto io amassi quella donna,
il suo cuore, forse era giusto appartenesse a qualcun' altro d' oggi in poi.
Le lacrime dai miei  occhi scendevano, non mi voltai, dissi solo, " Addio felicità"

Un racconto ispirato alla fantasia

1 commento:

  1. Complimenti Daniele.Io frequento il liceo classico,ma non c'e' nulla di piu' grande del mio amore per il disegno,infatti vorrei diventare un grande fumettista.Frequento il classico per migliorare a scrivere perche' anche a me piace scrivere.Ma quando scrivi cose che vengono dal cuore fanculo le regole della grammatica e fanculo chi ti giudica solo dalla grammatica, perche' una cosa la fai per trarre soddisfazioni da sa stessi e migliorare se stessi non per fare piacere agli altri.Continua a scrivere,disegnare e raggiungere i tuoi sogni Daniele.

    RispondiElimina