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martedì 22 dicembre 2015

I MIGLIORI ACQUERELLI DA COMPRARE

L'acquerello è una tecnica pittorica che mi ha sempre affascinato moltissimo.
Da un po di tempo a questa parte, mi sono avvicinato a questo tipo di tecnica, anche per dei lavori realizzati e dei prossimi lavori che realizzerò con questo mezzo pittorico.

Prima di avventurarsi in qualsiasi tecnica, prima di poterne parlare e di descriverla "agli altri", mi sono informato nei meandri più oscuri di internet per cercare siti, artisti, e le più svariate tecniche, che comprendono il mondo degli acquerelli.

In questo articolo, vi descriverò quindi, dopo queste svariate ricerche di mesi e mesi, quali sono i migliori materiali e qual è la miglior scelta per acquistare degli acquerelli. Ricordiamoci che le cose buone si pagano, come diceva qualcuno, quindi arrivare ad avere un vasto set di materiali fra pennelli e colori e carta, richiederà una spesa abbastanza importante, in quanto i materiali professionali costano, basti pensare che ci sono pennelli della ( Serie10 Maestro, della Da Vinci, in pelo di martora ) che arrivano a costare anche 1400 euro. Un singolo pennello. ( Intendo ). ( eh si ).
" Qualcuno diceva che l'arte, è per i poveri ". Ma vabbè.

Chiaramente vi parlerò di tutto ciò che è il top di gamma per questo settore.

Allora facciamola semplice, rilassiamoci e mettiamoci comodi per questa lettura.

L'acquerello, è un colore che viene utilizzato in tecnica coprente, o non coprente, a seconda di ciò che si vuol fare; viene utilizzato ed affiancato da acqua. Abbiamo diverse soluzioni di acquerello:
quelli nello scodellino ( godet ) , quelli in tubetto, oppure quelli in stick, che possono essere utilizzati anche senz'acqua, come pastelli.



Qui un esempio di tubetto da 5ml di colore.
Schminke Horodam



Esempio di acquerello in scodellino o godet.
Questi colori possono essere o in
mezzi godet, o in godet interi.


















Esempio di acquerello in Stick.
Daniel Smith.
Solitamente gli Stick hanno dimensione
di tre godet interi.











Nelle immagini ho inserito quelli che secondo una ricerca, sono considerati tra i migliori acquerelli sul mercato. Un ottimo colore ad acquerello si distingue dagli altri, per l'elevata pigmentazione che il colore contiene, permettendovi di avere un colore più corposo e vivace.
Un ottimo colore ad acquerello si distingue anche dalla brillantezza, e da altri composti che il colore possiede. E' sicuramente possibile trovare acquerelli che hanno prezzi inferiori, in quanto scarseggiano di luminosità e pigmentazione.


Un ottimo acquerello si distingue anche da altri fattori, ossia:
se il colore si asciuga in fretta, se può essere cancellato, e dal suo livello coprente.
Solitamente quando si sceglie il colore, questi dettagli si possono notare tramite dei segni, in modo da poter identificare l'effetto.

Ad esempio dal quadratino e dal triangolo (pieni) che vediamo sotto questo colore, possiamo capire che questo colore è totalmente coprente è che non può essere cancellato.


In questo caso vediamo i simboli vuoti, vuol dire che il colore che stiamo scegliendo, non è coprente e può essere cancellato.

Queste cose sono fondamentali da sapere perché magari si ha il rischio di acquistare qualcosa su internet, e magari se volevamo un colore coprente, per sbaglio si compra un colore che non c'entra una mazza. Oppure invece di voler comprare un pacchetto, sapendo queste informazioni, possiamo decidere e scegliere i colori che più ci piacciono conoscendo le loro caratteristiche e gli effetti.

Gli acquerelli vengono venduti in pacchetti, che possono variare, se in godet interi o mezzi godet,
o se in tubetti piccoli, oppure grandi.
Solitamente gli scatoli possono essere in metallo oppure in plastica, e possono contenere dagli otto,
ai quarantotto mezzi godet, o ventiquattro godet interi. E' chiaro che in base al numero e dimensione dei colori i prezzi salgono.






Ad esempio vi invito a cercare gli Schminke Horodam, acquerelli tedeschi di elevatissima pigmentazione e brillantezza. Sono tra i migliori al mondo, ad esempio, le tavole di ( Una storia ) di Gipi, sono realizzate con questi acquerelli.
I prezzi variano, si può andare dai 60/70 euro di base, per un pacchetto da dodici colori, ai 240 per un pacchetto da 48colori. Si parla di mezzi godet. Abbiamo anche alternative con godet interi.

Come categoria meno professionale per chi non vuole spendere molti soldi, ci sono gli Schminke AKADEMIE, che sono dei colori mirati a chi sta imparando, ma vuole comunque avere una buona resa del colore.



Anche di questa serie, possiamo avere acquerelli sia in godet, che in tubetto. E i prezzi partono da una 30ina d'euro a pacchetto con dodici colori.


Un'altra bella alternativa possono essere gli acquerelli della serie " Artist" della Winsor&Newton, qui abbiamo anche la possibilità di comprare dei Maxi godet, che sono molto più grandi dei classici, e sono mirati a chi vuole realizzare grandi campiture con pennelli più grossi.


Il prezzo di un singolo maxi godet si aggira intorno alle 15/20 euro.
Ricordiamoci che i colori funzionano per miscelazione, quindi comprando i colori primari, se si è abbastanza abili nella creazione di altri colori, potremo arrivare alle gradazioni di colori secondarie e così via.

Della Winsor&Newton abbiamo anche la serie Cotman, che è una serie dedicata a chi si vuole divertire, senza smenare troppi soldi. Una buona offerta di questa serie è lo scatolo da 48 mezzi godet, lo si trova sulla sessantina d'euro. E sinceramente io li trovo dei colori carini. Sicuramente non sono il massimo della professionalità ma averne 48 è più che conveniente.



Da quello che ho potuto vedere invece su internet, un'altra ottima marca di colori è la Daniel Smith, che crea colori ad altissima pigmentazione e brillantezza, una vera e propria gioia per gli occhi.
I colori Daniel Smith possono essere acquistati solo in tubetti, o in stick. Questi colori hanno dei prezzi un po più alti. Partiamo dai 7 euro fino a 35 euro, per un singolo tubetto.
Gli stick invece costano sui 15 euro a colore, e come dimensione rappresentano circa tre godet interi.




In questi giorni, vi mostrerò delle prove tecniche con diversi tipi di acquerelli, fra cui gli Horodam, di cui ho ordinato un pacchetto da 24 colori. Tenete d'occhio il blog perché altre info su ciò che sto studiando arriveranno nei prossimi giorni.

Invece nel prossimo articolo dedicato all'acquerello, vi parlerò dei pennelli, ( Martora, Vaio, Scoiattolo ) con relativi prezzi, e successivamente vi parlerò della carta. ( Arches, e Canson ).

Se questo articolo vi è stato utile, fatemelo sapere con un commento.
E' chiaro che ci sono tantissimi altri acquerelli come i Mijello, Sennelier, i Talens, Lukas, White Nights, ecc... ma credo che i migliori da tutto ciò che ho letto, siano questi. Se avete anche dei consigli, aspetto le vostre impressioni.

Un salutone amici, a presto.

Daniele Raineri

lunedì 6 gennaio 2014

Tu guarda quei tizi; si credono artisti o robe simili.
Hanno quella maledizione di poter raccontare tutto quello che c'è nella loro testa. 


lunedì 4 novembre 2013

Guarda, alla fine stiamo crescendo. 
Ci sono nuovi sogni adesso, nuove battaglie, nuovi sorrisi.
Guarda: é come quando ci si dimentica di qualcosa, come quando si parla al vuoto, e continui a parlare pur sapendo che ormai non ti sente più nessuno. 
Infondo Il vuoto mica ti risponde. Non può darti dei segni.
Perché si parla con il vuoto allora ?
Si potrebbe parlar con le persone.
Ma mica tutti ti capiscono, qualcuno si, ma mica tutti.
E' raro essere capiti veramente; e se qualcuno ti capisce: vuol dire che quel qualcuno è uno ancora più rincoglionito di te. 
Ma bene che al mondo ci siano i rincoglioniti, meno male.
Fossero tutti perfetti.
Non esiste il vuoto. Non esistono le persone. Si materializzano, poi si cancellano come figure con gomme immaginarie.
Il niente non esiste, o forse non è stato ancora inventato.
C'è sempre qualcosa, che sia piccola, che sia grande, che sia fottutamente illogica ed immorale, anche il più lontano e sperduto pensiero alle quattro di mattina, l'importante é che quella piccola cosa ogni tanto vive,  ed é qualcosa di felice, un sorriso magari, un semplice sorriso.
E quel sorriso è contro ogni morale e combatte, che si vergogna ad uscire, che probabilmente non uscirà mai. 
Parli col vuoto. E sei contento comunque. Va bene lo stesso. Crei la tua arte.
Va bene cosí.

mercoledì 30 ottobre 2013

NOTTI LUNARI PART 1

Mi capita spesso di alzarmi di notte. Certe volte sono gl'incubi, 
altre volte invece sono le convinzioni. Le convinzioni positive che vorrei avere nel riuscire a dormire, ma che si sputtanano dopo pochi istanti perché non ci riesco.
Ho sempre pensato che non ha alcun senso stare in un letto con gli occhi aperti a fissare il muro. 
Di notte quand'é buio poi manco lo vedi, almeno si vedesse.
Ho sempre pensato che quel tempo in cui sei lì a non fare un cazzo, potresti investirlo in risorse migliori, come fare arte ad esempio. Quella che faccio sempre insomma; a modo mio.
Quand'é alla notte che non riesco a dormire quindi , mi alzo e quasi sempre vado nel bagno. 
Ci porto tabacco e cartine e faccio sigarette rollate sulla tazza del cesso. Davanti al mio cesso c'é una finestrella, di quelle tutte in legno, le guarnizioni son da cambiare, quando piove entra l'acqua. Dalla finestrella del mio bagno scorge un panorama niente male. 
Sono al terzo piano di una villetta, e da qui, dalla finestrella del mio cesso, si scorgono tutti i tetti delle casupole della zona, delle palazzine in lontananza, e poi tutti i lampioncini giallognoli che illuminano le stradine.
Il brutto di tutto ciò è che da qui, per via di tutta questa fottuta illuminazione urbanistica, non si vedono le stelle. All' inizio la vedevo abbastanza in modo tragico questa situazione, poi ci ho fatto l'abitudine. L' unica cosa che bene o male si riesce a scorgere quando il tempo non fa schifo, é la luna. Quella me la cerco spesso dalla finestrella del mio bagno. Quand'é, ogni notte prendo postazione, mi incarto la sigarettina, e mentre fumo pensando al tempo che sta passando, appiccico la testa al vetro della finestrella e mi guardo la luna. Quella sta la su', beata lei, chissà se la su' ci sono i problemi che abbiamo noi qua giù; ma non credo.
Ora son le cinque e trentotto di una mattinata di fine ottobre, il sole non é ancora uscito, é ancora buio. 
Fuori la gente ancora dorme.
Tutto il mondo o quasi sta dormendo.
Beati loro. 
Io sono il contrario di tutto ancora.
Sono il disordine, l'irregolarità, sono lo sfasamento tramutato in forma umana.
Ma tutto ciò non mi dispiace.
Infondo tutto ciò, non è poi così male.


mercoledì 4 settembre 2013

Al mattino quand'esce il sole.

Siamo sogni sperduti.
Siamo emozioni, probabilmente.
Siamo vento, attimi, ricordi che si perdono.
Siamo tutto ancora.
Non siamo niente, mai più.
Siamo felicità vissuta, felicità tutt'ora o forse.
Siamo svegli.
Siamo svegli già troppo presto.

giovedì 1 agosto 2013

PULP&LOVE

PULP&LOVE un racconto di: Daniele Raineri


Era stata una notte movimentata. Avevo bevuto tanti bicchieri. Bevevo in compagnia quella sera con gente che nemmeno conoscevo, bevevano tutti. Era un locale, e quindi si beveva. Poi c’era chi fumava, chi metteva soldi nelle slot, e chi mangiava patate nei sacchetti. Tutti avevano i loro problemi. Avevo pochi spiccioli in tasca. Non avevo un lavoro. Un tempo ammazzavo la gente per vivere. Un tizio mi dava della grana, e io compievo il lavoro sporco a buon mercato. Il mio era un lavoro semplice, bisognava semplicemente essere bravi a non guardare la gente negli occhi mentre le sparavi in testa. Facevo abbastanza grana. Spesi tutti i miei soldi al gioco. Iniziai ad alcolizzarmi e mollai anche il lavoro, ad un certo punto della mia vita, mi stancai abbastanza anche d’ammazzare la gente, iniziai ad avere dei rimorsi dopo tutti i cristi mandati al creatore in pochi anni. Per il resto nella vita non amavo, non facevo nulla di particolare, non avevo mai avuto passioni. 
Ero uscito dal giro da circa due mesi. Dovevo stare attento, in quanto ai superiori la mia scelta non era andata giù. Volevano ammazzarmi pareva. 
Incontrai una vecchina mentre fumavo una sigaretta, e con la sua piccola vocina mi disse: " Fai attenzione giovanotto, che quelle robe che ti fumi prima o poi ti ammazzano ". Pensai che fossero state le sigarette a uccidermi nella vita, potevo ritenermi fortunato.
Quando uno esce fuori dal giro, corre sempre il rischio di finire ammazzato. Così è la vita. Ci facevo una buona risata sopra. Non mi facevo grandi problemi, infondo nella vita c’era sempre stato qualcuno, che avrebbe voluto ammazzarmi. Ce ne dobbiamo andare tutti prima o poi, o in un modo, o nell’altro. 
Quella sera ero lì, che me ne stavo al bancone a sorseggiare diversi drink.
Affianco a me, notai una donna di classe. Sui trentacinque. Indossava un vestito di quelli colorati, e i suoi capelli erano raccolti, lisci, luminosi. Quella donna era come luce in quel bancone, io ero il buio; bevevo, fumavo sigarette. La guardai, lei mi guardò. Ci fu’ uno scambio di sguardi, poi mi girai, e abbassai il capo al mio bicchiere, era lì che doveva stare. Quella donna era troppo bella per me. Quella donna era per la gente normale, quelli colo sorriso sempre stampato in faccia, quelli simpatici. Continuai a bere il mio drink con ghiaccio.
Non passò molto tempo, e stranamente si avvicinò.
-Ciao… posso chiederti se hai d’accendere?-. Mi chiese.
-Certamente-. Presi l’ accendino, e spinsi la rondella del gas. Uscì la fiamma, lei si avvicinò con la sigaretta in bocca, e mentre tirò per far sì che quella sigaretta s’accendesse, mi guardo negli occhi. Dio ringrazi chi ha inventato le sigarette pensai. I suoi occhi erano scuri, scurissimi, e grandi. La ragazza mi sorrise e ringraziò, poi si mise a due piedi da me e iniziò a fumare guardando la gente ai tavolini. Io continuai a bere.
-Frequenti spesso questo locale?- mi chiese nuovamente.
-A volte, quando la gente mi riconosce mi tocca cambiare-.
-Hai dei problemi?-
-Tutti hanno dei problemi. Uno che non ha problemi nella vita, è uno che ha seri problemi-
Rise.
-Sembri un tipo che se ne sta' sulle sue, oddio: non vorrei offenderti, sembri molto chiuso.- Mi disse.
-Può darsi-.
-Non ti piace la gente?-
-Può darsi-.
-Secondo me non sei quello che sembri, secondo me sei una bella persona-
-Può darsi-.
-Non sei un tipo di molte parole tu eh?- Rise.
Accennai un sorriso.
-Fai bene a stare sulle tue,  le persone spesso ti fanno male-. Mi disse.
La guardai per qualche secondo negli occhi, lei sorrise, poco dopo il suo sorriso si spense, e notai malinconia. Mi ringraziò della conversazione, poi d'un tratto abbassò il volto stranamente, e notai avvicinarsi un tizio e lei; mi misi in disparte. Osservai la scena. Il tizio si avvicinò a lei, un bel bestione con lunghi capelli ricci, una canotta nera, pantaloni di pelle, qualche tatuaggio e un crocifisso d’oro in petto.
-Allora… mi hanno detto che hai fatto nuovamente la puttana ieri sera-.  Disse il tizio.
Il sorriso d’angelo che prima aveva in volto quella donna si spense, ormai non esisteva più, il suo sguardo, basso. Il tizio le afferrò il mento. Dietro di lui c’erano due altri tizi, che non avevano per niente un’aria simpatica, ridevano fra loro, sicuramente appartenevano a qualche giro della zona.
-Allora, cosa mi vuoi dire, sentiamo-.
-Frank… sono uscita solo con delle amiche, ti giuro-.
-Avete sentito ragazzi? E' solo uscita con delle amiche!-. Lui rise, risero anche i suoi scagnozzi.
Le diede un forte ceffone in faccia. I suoi amici risero alla scena. Non feci niente.
La ragazza cadde a terra, poi mi guardò, io la guardai, poi voltai gli occhi a Frank. Lo fissai dritto in faccia, mi guardò:
-Ehi amico, e tu? Che cazzo hai da guardare? Le vuoi anche tu?-, gli amici di Frank risero.
Rimasi in silenzio, mi girai dall’altra parte, continuai a bere il mio drink, la ragazza rimase a terra con schiena appoggiata al bancone.
-Ecco bravo, girati e fatti i cazzi tuoi-. Poi si rivolse alla ragazza:
-Tu puttanella, ora vado un attimo con i fratelli a chiarire roba dietro al locale, appena torno facciamo i conti, preparati per averne altre.- Continuarono a ridere, poi se ne andarono, lei rimase a terra con una mano sulla guancia e lo sguardo basso. Bevvi l’ ultimo sorso, appoggiai il bicchiere al banco, lasciai i soldi. Mi alzai, e mi chinai verso di lei tendendole la mano.
-Come ti chiami?- le dissi. Inizialmente tacque, era ancora spaventata… dopo qualche secondo rispose:
-Mi chiamo Carol…- rispose con voce tremante. Le sorrisi. 
-Ok Carol, adesso ti porto via da qui’-.
Carol mi guardò con una faccia strana, poi sorrise, mi diede la mano e si alzò.
-Dove andiamo?-. Mi chiese.
-Non ti preoccupare, tu vieni con me-.
Io e Carol uscimmo dal locale. Una bella sorpresa per Franki tornare e non trovarla più.
Iniziammo a camminare lungo l’ isolato a piedi.
-Non dovresti frequentare certa gente-. Le dissi.
-Franck è sempre stato così, stiamo facendo una cazzata, se viene a sapere che sto andando via con te, ci ammazza a tutti e due-.
-Non ti preoccupare-.
-EH?-.
-Tranquilla-, le sorrisi.
-Dove stiamo andando?-.
- Ti porto a casa mia, è qui a due isolati-.
Continuammo a camminare lungo lo stradone, era notte. Le macchine passavano. C’erano dei lampioni alti e gialli lungo i marciapiedi. Arrivammo. Aprii la porta e feci entrare in casa Carol. In casa c'era uno schifo.
-Perdonami per il disordine, accomodati sul divano, io intanto prendo due birre-.
-Ok-, Carol mi sorrise, e si andò a sedere sul divano. Le guardai il di dietro, era un bel di dietro. La ragazza sculettava a maniera, sapeva la sua. Presi le birre dal frigo, e misi dei cubetti di ghiaccio in un sacchettino di plastica. Tornai in sala. Le diedi birra e sacchettino.
-Tieni, appoggialo alla guancia, ti si toglie il rossore-.
-Grazie sei molto gentile, l’avevo detto che hai un animo nobile nascosto in te… piuttosto, come ti chiami cavaliere?-
-Bob, per gli amici Bob Truelove-.
-Gli amici ti chiamano Bob Truelove quindi?-
-Si, o per lo meno lo farebbero se ne avessi ancora-.
-Sei un tipo strano Bob-.
-Può darsi-.
-Perché ti chiamano Truelove Bobby?-
-Perché probabilmente sono uno dei pochi rimasti al mondo che crede ancora 
nel vero amore-.
-Sei dolce Bobby, ti dispiace se vado a rinfrescarmi?-
-Fai pure, prendi il corridoio, il bagno sta’ sulla porta a destra-.
-Ok Bobby-. Mi sorrise. Sorrise, come sorridono gli angeli. Carol, era un angelo. Si alzò, e con quei passi delicati prese la strada per il bagno. Le guardai nuovamente il di dietro. Un buon di dietro. Mentre Carol era in bagno, bevvi la mia birra e mi accesi una sigaretta. Passò qualche minuto. Quando ritornò nella stanza Carol non aveva più i pantaloni, indossava un tanga nero, e sopra una canotta in tinta col tanga, abbastanza scollata che le risaltava le forme del seno. Rimasi incantato. La guardai, scolpii una statua perfetta nella mia mente, pensai a Dio, alle mamme del mondo, alla mamma di Carol, una donna che ci aveva avuto buon occhio  nella vita. Carol arrivò vicino a me, io ero ancora seduto, mi si piazzò davanti ed io alzai la testa. Non riuscii a vederla direttamente in faccia, in quanto i suoi seni ben formati, impedivano di vederla in volto, ma avevo pur sempre una buona vista. Di scatto poi mi tolse la sigaretta di bocca, la mise nella sua. Tirò.
In quel momento desideravo essere fumo, desideravo entrare nella suo bocca e riempirle tutto il corpo. Poi si sedette sulla poltrona affianco a me, mi sorrise ed iniziò a canticchiare una canzoncina spensieratamente mentre fumava e guardava fuori alla finestra.
-Non ti dispiace se sono senza pantaloni vero?-.
-No, no. Tranquilla-. Le risposi, poi pensai che le donne sono le creature più straordinarie del mondo.
-Cosa fai nella vita?-.
-Un po’ di tutto-.
-Hai una fidanzata?-
-L’ho avuta-.
-Adesso?-
-Adesso no-. Carol sorrise e fece un'altra tirata. Fece uscire lentamente il fumo dalla sua bocca.
-E' così triste a volte il mondo-. 
-Può darsi-.
-Si si-.
-Come mai frequenti quel tizio?- Chiesi a Carol.
-Mi ha fatto un favore… inizialmente sembrava un tipo a posto. Si presentò da brav’uomo, aiutò mio padre con il negozio, eravamo in crisi, ci disse che ci voleva aiutare. Ci aiutò. Dopo quel favore però lo stronzo pretese di scoparmi ricattandomi che se non ci fossi stata, avrebbe rovinato la vita a me e la mia famiglia. Mio padre non sa nulla di questo. Fosse per me… però qui c’è di mezzo la mia famiglia, cerco di pensare a loro... ecco perché lo frequento-.
-Sei una brava ragazza-.
-No, io non credo-. Carol mi sorrise, spense la sigaretta nel posacenere, fece un sorso di birra e si alzò. Mi venne di nuovo di fronte. Ritornammo nella stessa ed esatta posizione di prima.
Avevo il ben di Dio avanti agli occhi, nuovamente davanti la mia faccia. Rimase in piedi, mi guardò dall’ alto, si tirò via il tanga.
-Adesso giochiamo-. Mi disse. Avanti a me si presentò un cespuglietto mica male. Un triangolo perfetto. Pelle perfetta. Spesso capitava di trovare quelle donne depilate piene di piccoli puntini rossi tutt'attorno al monte, lei, pelle perfetta, pelle pura. Mi prese la testa, mi mandò in esplorazione nei boschi. Iniziai ad esplorare. Iniziai piano. Poi man mano, acquistai movimento. Udivo i suoi gemiti, mi piaceva. Le piaceva. Entrai dentro con la lingua. Disse che la facevo sognare. L’ odore era buono. La ragazza si era preparata per l’ occasione, tutto era splendido splendente da quelle parti. Amavo farla godere. Poi l’ afferrai per i fianchi, la presi in braccio, iniziai a camminare con lei in braccio, aprii la porta della stanza da letto con un calcio. La buttai sul letto con forza, ritornai a lavorare di bocca all’avanscoperta nel boschetto. Ci trovavi di tutto lì in mezzo, era l’ Eden. Feci un buon servizio, strinse le gambe più volte sulla mia testa sospirando. Il che era buono. Poi salii ai seni, lavorai di bocca anche lì dopo averle tolto la canotta. Sentivo la sua carne nella mia bocca. Il suo gusto. La sua pelle profumava come profumano gli angeli. Poi la baciai. Facemmo l’ amore, e lo facemmo più volte. Rimanemmo a sbatterci per circa tre ore, avrei continuato tutta la notte, ma mi fermai.
-Adesso dormi piccola, ho delle cose da fare-. Mi sedetti sul letto, e iniziai a mettermi scarpe e pantaloni.
-Dove vai Bob? Perché stai andando via? Io ti voglio ancora-…
-Ho delle faccende da sbrigare ti spiegherò più tardi, fatti qualche ora di sonno che ti serve-, le sorrisi.
Mi alzai, mi diressi alla porta.
-Bob!-… mi gridò Carol.
-Si piccola- Le risposi.
-E’ stato fantastico!-.
-Lo so’ piccola, lo so’-. In quel momento, grazie a quella donna, mi sentii soddisfatto d’essere un uomo. Le donne sono il principale bisogno di vita per ogni uomo, senza di loro saremmo tutti persi. Uscii di casa, e iniziai a percorrere l’ isolato a piedi. Avevo una modella nel mio letto, con degli occhi che parlavano da soli, un seno ed un culo da far perdere la testa, e pure me ne andai. Perché: perché dovevo andare a spaccare la faccia a qualcuno. Qualcuno ch’era già morto, ma ancora non lo sapeva. Mentre camminavo, mi accesi una sigaretta. Tirai, guardai le macchine che passavano e pensai a quant’è bella la vita. Ero un uomo fortunato. Erano passate circa 4 ore, sperai che il buon vecchio Franki e la sua banda di coglioni fossero ancora in quel locale. Non avevo fatto nulla prima, perché non volevo Carol, avesse assistito a quel brutto spettacolo che avrei creato. Arrivai davanti al locale qualche minuto dopo, feci la mia ultima tirata, poi buttai la sigaretta per terra e la spensi col mio stivale in pelle. Aprii la porta. Mi guardai attorno, fortunatamente mi accorsi che la banda era ancora lì. Il buon vecchio Franki e i due scagnozzi erano al tavolo a mangiare noccioline e bere wiskye. Pareva stesse ancora bestemmiando per essersi perso la donna. Mentre mi dirigevo verso di loro, riuscivo a sentire ciò dicevano:
-Quella schifosissima puttana! Ora che la prendo le strapperò i capelli!-
-Dai Frank, rilassati, sarà andata via, che ti frega, domani sistemerai i conti per bene, e le farai capire cosa vuol dire provare a fottere te-. Disse il coglione che gli stava affianco.
-Hai capito Bil, hai capito!-. Rispose.
Presi un wiskey al bancone, e appena arrivò il bicchiere sorseggiai. Poi col bicchiere in mano mi diressi verso il loro tavolo, mi videro.
-Ehi Frank! Guarda! Quello è lo stronzone di prima, sta venendo qua!-.
-Buonasera signori-. Dissi.
-Che cazzo vuoi, ti ha invitato qualcuno per caso? Cos'è, cerchi rogne amico?-
Mi sedetti affianco ad uno di loro, difronte a me avevo Bil e Franck.
-La conoscete la storia del povero sognatore ragazzi?-.
-Eh?-
-Vi spiego: c’era una volta, un povero sognatore, parecchio stronzo anche, questo povero sognatore stronzo, mica si limitava a sognare e basta, questo povero sognatore stronzo pretendeva d’avere tutto il mondo, e lo voleva tutto per se', tutti dovevano stare ai suoi piedi. E se loro si rifiutavano usava addirittura la forza! Una brutta storia quella del povero sognatore stronzo.-
-Ah, una brutta storia davvero, e dimmi testa di cazzo qual’ è la morale? Vedi per caso sognatori qui?- rispose Frank.
-No, sognatori non ne vedo, ma vedo una gran massa di stronzi. E a me, la gente come voi non piace per niente. E' per colpa della gente come voi, che il mondo va' a puttane-.
-Hai chiuso amico, hai chiuso-.
A questo punto decisi di passare ai fatti, presi il tizio affianco a me dai capelli, e lo menai per testa contro il tavolo.
-Ho Cristo!- Gridarono. Poi mi spostai verso l’altro, gli presi la testa e feci lo stesso gioco.
Franki rimase immobile. Poi di scatto si alzò. Bil con la testa ancora sul tavolo accennò a Franki d’uscire il ferro. Io presi la testa di Bil: e nuovamente contro il tavolo.
-Adesso mi hai fatto girare i coglioni bastardo!- Franki non mancò tirò fuori una 9 mm, me la puntò addosso, avevo la pistola sulla testa. Sorrisi.
-Che diavolo sorridi faccia di culo, stai per andare all’ inferno-. Rispose.
-Io non credo-.
-Eh?-. Franki premette il grilletto, la pistola non sparò.
-Non hai tolto la sicura-.
-Ho cazzo-.
Gli presi la pistola dalle mani con la destra, con la sinistra lo presi per i capelli. Rivoltai la pistola dal calcio, e gli diedi un bel colpo dritto sulla testa.
-Oh cristo amico!- Esclamò il buon vecchio Franki. Era solo l’ inizio. Cadde a terra. Rimase in ginocchio. Pensai agli altri due inizialmente, non ero una persona cattiva, non lo ero mai stato, però nessuno doveva permettersi a ridermi in faccia, nè di maltrattare un angelo. Fui buono con loro, una morte veloce. Un colpo alla testa per ognuno, con lo stesso ferro di Franki.
Dal locale scapparono quei pochi ubriaconi che c'erano a quell’ ora; dovevo essere veloce, perché già sapevo che non molto tardi sarebbero arrivati gli sbirri.
-Amico, ma che diavolo ti ho fatto, amico!-.
Il buon vecchio Franki aveva già capito che stava per andare al creatore, ma per lui avevo in servo una morte cruda, talmente cruda, che andare all’ inferno per lui sarebbe stata la cosa più bella della serata. Lo afferrai, e lo misi su una sedia. Iniziai con qualche pugno in faccia, uno dietro l’ altro. Il bastardo gridava, gridava di brutto. Pian piano a suon di pugni, brandelli di carne e sangue, gli schizzavano via dalla faccia, anche qualche dente. Dopo i pugni, pensai ad una ginocchiata ben piazzata dritta sul naso. Sferrai il colpo, sentii il TRACK del suo setto nasale andare in frantumi. Non vorrei essere stato nei suoi panni.
Dopo pensai bene a spaccargli polsi e caviglie con calci a ripetizione nei giusti punti. Successivamente le costole. Lo stronzo non si reggeva più in piedi. Era tutto una pozza di sangue. Non aveva più la forza di gridare, era immerso in tutta la sua merda.
-Aia amico, AIA, ti prego amico, ti prego, basta-. No. Non ero stato abbastanza cattivo. Lo caricai sulle spalle, salii le scale e arrivai sul terrazzo del locale, un cinque metri d’altezza.
-Ti Prego amico, ti prego!-
Lo buttai giù. Erroneamente non ci azzeccai la con la mira, e lo stronzo cadde su un furgoncino dei gelati parcheggiato sul viale. Lo stronzo gridava ancora, mica era morto.
-Oh… quanta pazienza-.
Allora scesi perché Franki aveva la pellaccia dura. Mentre scesi, mi accorsi d’una corda al muro del locale. Lì mi venne l’idea, il tocco finale che ci azzeccava a pennello per chiudere in bellezza la serata. Presi la corda, uscii, spaccai il vetro del furgoncino dei gelati, aprii il furgoncino dei gelati, due minuti collegando i fili, e lo misi in moto. Col motore acceso legai Franki dissanguato per un piede al furgoncino. Feci un bel laccio. Di quelli fatti a maniera. Avevo frequentato i Boyscout. Franki sussurrava ancora qualcosa, ma non forte, lentamente. Entrai nel furgoncino.
Partii in prima, poi passai in seconda e terza. Chissà che divertimento la' dietro. Feci cinque o sei isolati. Frenai di colpo. Beccai un rosso. Sorpassai anche la linea del semaforo, e quella probabilmente poteva essere stata una multa salata. Nel frenare di colpo sentii un bel botto.  Era Franki dissanguato che si era schiantato contro il furgoncino. Decisi di scendere, controllare la situazione. Aprii la portiera e iniziai a camminare, arrivai, la situazione non era delle migliori per Franki, Le braccia erano andate, anche parte della testa, ci aveva il cranio mezzo aperto e gli mancava una delle due gambe. Pareva ci avesse gli occhi fuori dalle orbite, ma era proprio uno tosto Franki, era ancora vivo. Respirava. decisi di finire il lavoro in bellezza. Presi il coltello dal mio stivale, e gli sgozzai la testa. Mi guardai la sua testa. Poi la lasciai cadere a terra. Rotolò per poi finire in un tombino. Franki aveva smesso di fare lo stronzo.
Arrivai a casa, ero una poltiglia di sangue. Aprii la porta. Entrai in bagno, mi sciacquai la faccia togliendomi il sangue di dosso. Poi andai nella stanza da letto, ormai era il mattino. I raggi del sole penetravano dalla finestra. Carol era lì sotto le coperte che dormiva come dormono gli angeli. Non lo sapeva che ero un assassino seriale, e che avevo trucidato centinaia di persone nella vita, lei mi diceva però che avevo l’ animo nobile. Questo mi faceva stare bene.  Mi sedetti sul letto, proprio affianco a lei. La guardai. Le accarezzai i capelli.
-Bob… sei tu?-. Disse nel sonno il piccolo angelo.
-Si piccola, continua a dormire, è ancora presto-.
-Ho paura Bob, ho paura di quello che sarà domani-.
-Non ti preoccupare piccola, dormi tranquilla il peggio è passato-.
-Ti amo Bob-… poi si addormentò di nuovo. Probabilmente non era nemmeno cosciente di ciò che diceva.

-Ti amo piccola-.

martedì 18 giugno 2013

ECCO LE TAVOLETTE GRAFICHE DA COMPRARE, BAMBOO, INTUOS, CINTIQ

Nuovamente riscrivo questo articolo, perché è la domanda che mi viene posta più frequentemente. Le tavolette grafiche.
Dobbiamo sapere che al giorno d'oggi, essendo nel futuro, fumiamo in digitale, si disegna in digitale, fra un po' andremo anche al cesso, in digitale.
Una tavoletta grafica, quindi che cos'è? Non è altro che uno strumento disposto di cavo usb e pennino,
che collegata al computer ed affiancata ad un buon software grafico, ci permette di disegnare con il digitale.

A questo punto, passiamo direttamente alla fase cruciale che interessa a tutti;
dividiamo due settori ben precisi:
CHI NON HA MAI DISEGNATO E NON CONOSCE MINIMAMENTE UNA TAVOLETTA
CHI INVECE GIA' CI DISEGNA E VORREBBE PASSARE AL PROFESSIONALE.

Per chi non ha mai disegnato, cosa consiglio.
Consiglio una semplicissima Wacom Bamboo, ottima per i principianti, ed anche per chi non vuole spendere
un prezzo eccessivo, avendo pur sempre una buona tavoletta.
La Wacom bamboo quindi ci sta' in tutto. 1024 livelli pressione.
Qui vi lascio il link per vedere direttamente i prezzi nell' estore
http://it.shop.wacom.eu/prodotti/bamboo

Se invece si vuol passare a qualcosa di più professionale, consiglio la nuova intuos5 ( premetto che io ho avuto sia bamboo, che intuos5, e adesso lavoro con Cintiq)

VI DOMANDERETE  PERCHE' SI PARLA DI PROFESSIONALITA'? E PERCHE'...
Professionalità perché ogni tavoletta a seconda del modello ha dei vantaggi in più, sicuramente la cosa fondamentale sta' nella pressione, dai 1024 livelli ai 2048, in quanto a seconda della tavoletta e del costo c'è una pressione diversa.
Pressione della penna significa che a seconda delle sue funzioni si va' a ricreare un imput quasi reale della pressione. Quasi di uno strumento originale, come una matita o una penna ecc.

Qui vi lascio il link della intuos 5, i prezzi partono da 229 di base, ai 449 se non erro per la tavoletta più grande. 2048livelli pressione:
http://it.shop.wacom.eu/prodotti/intuos

Adesso passiamo al top di gamma, la Cintiq.
Dobbiamo sapere, che le tavolette si dividono in ( quelle solo tablet, e quelle con display) cioè che vi forniscono la possibilità di disegnare sul monitor.
Le Cintiq per antonomasia, son le migliori tavolette grafiche al mondo, infatti costicchiano abbastanza.
Si parte dagli 899 per la nuova 13 HD la più piccina, fino ai 3499 per la 24 HD la mamma. Tutte con 2048livelli pressione penna.
Qui le Cintiq:
http://it.shop.wacom.eu/prodotti/cintiq

Sicuramente le cintiq sono un mondo diverso, posso confermarlo perché io ci lavoro e le ho provate quasi tutte.
Non c'è storia. Naturalmente è un investimento acquistare un tale prodotto, perché è molto dispendioso,
però se lo si fa' per lavoro e comunque ne trai un profitto la cosa ci può stare. La vita si vive una volta sola.

Se state imparando, e volete esercitarvi ed iniziare a conoscere le tavolette grafiche, io vi consiglio sempre Bamboo, perché iniziano tutti con quella, poi con il tempo potete tranquillamente passare a qualcosa di più professionale.

Ricordate, non spendete soldi in tavolette di altre marche ecc, perché solo ed unicamente Wacom offre un buon prodotto. Ho provato altre tavolette di altri brand, e le loro funzioni fanno pena.
Un saluto.